L’ultima trincea

Non è un problema di libertà. Purtroppo non lo è più.

È normale scegliere di limitare le proprie libertà per convivere con gli altri, con tutti gli altri, amici e no, simpatici e no, cortesi e no. Va bene. È normale e anche giusto.

Negli ultimi anni ci hanno chiesto di limitare enormemente le nostre libertà. Enormemente. Non abbracciare nessuno, non toccare nessuno, non uscire di casa, non passeggiare neppure in solitudine, coprifuoco. Insomma la limitazione della libertà non è stata piccola, ma abbiamo accettato tutto con buona volontà e spirito collaborativo.

Quindi NON stiamo più discutendo di «libertà», quella ce la siamo già giocata tutta. Adesso stiamo discutendo del corpo, stiamo difendendo l’integrità del corpo. Non più idee astratte o comportamenti, ma il corpo nella sua fisicità più materiale.

La domanda è «il tuo corpo a chi appartiene?». O meglio: a chi deve appartenere? Devi poter essere soltanto tu a determinare cosa può entrare o meno nel tuo corpo o può esserlo anche qualcun altro? Devi poter decidere soltanto tu di cosa può penetrare il perimetro fisico del tuo corpo o può poterlo decidere anche, per esempio, il Governo?

La domanda non ha un carattere sanitario. La domanda ha un carattere strettamente politico. Può esistere un motivo per cui il Governo decide di penetrare il tuo corpo mentre tu neghi esplicitamente di volere questa sua azione?

Chi scrive pensa che quando un Governo può decidere la violazione del corpo dei cittadini si entra nella barbarie. Un Governo non deve poter, in NESSUN caso poter disporre del corpo dei cittadini che non scelgano di dare questa autorizzazione al Governo.

È un ragionamento politico. I casi pratici e privati, di singoli privi di conoscenza che a seguito di un incidente vengono curati al pronto soccorso non fanno parte di questa discussione.

Non deve poter esistere (neppure potenzialmente, quindi) un motivo per cui un Governo possa violare il corpo fisico di una moltitudine di cittadini che negano esplicitamente questa azione.

Ciascuno del proprio corpo deve poter disporre arbitrariamente, in ogni momento. Potendo cambiare idea in ogni momento, arbitrariamente. Quindi, per esempio, si deve poter accettare anche mille volte una cura, per poi non volerla più. Disponendo arbitrariamente almeno del proprio corpo. Almeno di quello!

Bene i comportamenti sociali. Bene la limitazione delle libertà. Quasi bene anche il pratico annullamento di quasi tutte le libertà. Ma il corpo no, almeno quello non deve essere violato. E questo è, oppure io ritenevo che fosse, uno dei pilastri su cui si fonda la nostra società.

Ci sono voluti millenni per avere almeno il diritto all’integrità fisica. Arrestiamo i peggiori criminali e li condanniamo all’ergastolo, togliamo loro tutto, tutte le libertà. Tutte. Ma l’integrità del loro corpo non è in discussione. Neppure per i peggiori criminali. È non si tratta di una qualità dei peggiori criminali, ma si tratta di una qualità, di una caratteristica, delle società civili.

Rinunciare oggi all’autodeterminazione del corpo è uno dei più grandi arretramenti del progresso civile, sociale, umano. Siamo sul bordo del burrone.

L’obbligo vaccinale è questo.

Mentre, per chi lo desidera, il vaccino è giustamente un diritto, imporlo a chi non lo vuole è un inaccettabile ritorno alla barbarie.

La difesa dell’autodeterminazione almeno del corpo fisico è l’ultima trincea in una inevitabile battaglia di civiltà. Si può rinunciare a molto, a quasi tutto (come, del resto abbiamo di buon grado fatto), ma non all’autodeterminazione del corpo fisico. All’autodeterminazione di ciò che possa penetrarlo oppure no. Arbitrariamente.

Tutto il resto è feroce violenza.

Una nota di cronaca. Il Green Pass, come strumento per raggiungere surrettiziamente l’obbligo vaccinale, equivale a tutto quanto scritto sopra ma in più è INFAME. È infame in quanto vuole perpetrare una violenza, senza volersene assumere la responsabilità politica, giuridica, sociale, economica e storica.

Pubblicato da erec99

Scrivo sapendo di perdere tempo e basta...

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